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Trasferimento All’estero: AMA Ti Aiuta.

Trasferimento all’estero: AMA ti aiuta.

Vi chiederete, perché un avvocato matrimonialista aiuta le famiglie a trasferirsi all’estero?

Perché nella vita di quell’avvocato nel frattempo è arrivato uno tsunami emotivo e ambientale: un trasferimento all’estero. E perché di aiutare famiglie, comunque, si tratta.

Quell’avvocato sono io. O meglio, ero io, nella mia precedente vita. Quella milanese, con una figlia piccola e una routine assolutamente perfetta fatta di amici, famiglia e la comodità di una vita impostata su binari solidi e rassicuranti.

Finché un bel giorno di otto anni fa mio marito torna a casa raccontandomi di un’interessante proposta lavorativa con un trasferimento all’estero che avrebbe dato impulso alla sua carriera.

E io, incinta della seconda figlia e mossa dal desiderio di prendermi una pausa per fare la mamma full time, ho accettato alla condizione “solo un paio d’anni via e poi si torna”.

Quei due anni sono diventati sette, e quel “sì” timoroso si è trasformato nel più grande volano della mia vita, travolgendomi, cambiando la rotta delle nostre vite, incrociando la strada di nuove persone, mettendo alla prova la mia tenuta e quella di chi mi stava intorno.

Parigi – la tappa più lunga di questa esperienza nomade – mi ha regalato un nuovo lavoro e un terzo figlio, che non avrei mai avuto se la mia vita avesse continuato a seguire quei solidi binari di cui vi raccontavo prima, e non avesse incluso un trasferimento all’estero.

Non solo perché l’esigenza di riadattarsi a una vita più mobile ci mette di fronte alla necessità di re-inventarci un lavoro esportabile e flessibile, ma anche e soprattutto per l’energia che i cambiamenti generano.

A me piace dire che un’esperienza di espatrio equivale a fare un master!

Perché adattarsi a una vita nuova dà una sferzata a tutte le connessioni cerebrali, anche le più sopite, costringendo a cambiare percorsi mentali, oltre che fisici.

Stressando le nostre abitudini, impariamo ad essere più veloci nel prendere decisioni. A raddrizzare le antenne per captare tutto quello che ci sta intorno. Ad essere più empatiche. Ad esercitare maggiormente il nostro libero arbitrio lontano da condizionamenti sociali, culturali, familiari. Ad aver più fiducia in noi stesse, nella nostra capacità di problem solving, di adattamento e flessibilità. Ad essere più aperte all’altro, al diverso.

Impariamo a parlare nuove lingue e a confrontarci con problematiche sociali/politiche/religiose che un tempo non ci sfioravano.

Io di questo bagaglio pazzesco di nozioni e nuove skills ne ho fatto un lavoro creando, insieme a due amiche, AMA, un’agenzia di mamme che aiuta e offre servizi alle famiglie italiane che prevedono un trasferimento all’estero.

Inizialmente eravamo presenti solamente a Parigi, città in cui è nato tutto; ora abbiamo “mamme antenne”, nostre referenti, anche a Barcellona e Bruxelles, e contiamo di aprire presto sedi in altre città europee.

Si tratta di un sistema di “mamma aiuta mamma”, dove il plus del nostro servizio sta nel fatto che parliamo la stessa lingua, conosciamo perfettamente le difficoltà iniziali dell’espatrio – perché ci siamo già passate noi stesse – e  la città con tutta la sua rete di network, che apriamo e mettiamo a disposizione di chi arriva.

Alla base dell’idea c’è una certezza: il successo di un’esperienza di espatrio dipende da come l’intera famiglia reagisce al cambiamento. E perché la famiglia reagisca bene c’è solo un modo: che la mamma, pilastro della famiglia, lo viva positivamente e senza stress.

Ecco perché il nostro obiettivo è aiutare loro, le donne che grazie a quel “sì, partiamo” danno  all’intera famiglia la chance di vivere un’esperienza rivoluzionaria!

Alessandra Ferrario
Novembre 2019

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